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Ottobre 2026
ACR REGGIANI ENVIRONMENTAL REMEDIATION
“COMPARTO Z”: PROGETTO OPERATIVO RIMOZIONE RIFIUTI
A cura di Francesco Santini
In località Piano d’Orta, comune di Bolognano, provincia di Pescara, sorge lo stabilimento industriale dismesso “Ex Montecatini” uno dei siti che compongono il vasto Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Bussi sul Tirino. All’interno di questo comparto, una porzione di circa 9.000 mq denominata “Comparto Z” vede ACR impegnata in un Progetto Operativo di Rimozione Rifiuti (PORR). La storia di questo sito nasce nel 2008 quando un Piano di Caratterizzazione condotto dalla Moligean (ex proprietaria dell’area) aveva rilevato criticità nell’area ma è con l’ordinanza della Provincia di Pescara del 2 febbraio 2018, emessa ai sensi dell’art. 244 del D.Lgs 152/06, che il gruppo Edison, individuato come responsabile della contaminazione secondo il principio “chi inquina paga”, viene formalmente obbligato a intervenire con la rimozione dei rifiuti pericolosi e le necessarie misure di messa in sicurezza. Nel 2018 un primo intervento urgente porta alla rimozione di due cumuli superficiali mentre le successive indagini integrative condotte da Tre Monti S.r.l. (di cui ACR è socia operativa) tra Gennaio e Marzo 2022 – su piano autorizzato dal Ministero della Transizione Ecologica – confermano la presenza diffusa di materiali antropici, anche contenenti amianto, frammisti a terreno, classificati come rifiuto. Nel Gennaio 2021, con il decreto di riperimetrazione del SIN, il “Comparto Z” viene ufficialmente ricompreso nel perimetro del sito di Bussi sul Tirino. Per la realizzazione degli interventi di bonifica su quest’area Edison ha costituito, nel 2021, insieme a Greenthesis, ACR Spa (Gruppo Hera) ed Edison Regea, la società Tre Monti Srl. È proprio Edison ReGeA Srl, in qualità di committente, ad aver approvato nel Febbraio 2025 il Progetto Esecutivo dell’intervento di rimozione rifiuti per il Comparto Z un Progetto Operativo di Rimozione Rifiuti (PORR) che stima in circa 26.000 m³ il volume complessivo di materiale da asportare, per una durata indicativa dei lavori di circa 24 mesi. ACR Spa, in qualità di socio operativo di Tre Monti Srl, è impegnata in particolare con le seguenti attività:
- Cantierizzazione e presidi: gestione del cantiere unico condiviso con l’adiacente area ex Montecatini, comprensivo di baraccamenti, pesa, lavaggio ruote e delle sette baie di caratterizzazione impermeabilizzate già impiegate per lo stoccaggio selettivo dei materiali di scavo.
- Opere di sostegno e scavi: realizzazione delle opere di sostegno perimetrali mediante palancolati metallici infissi a pressione, per consentire scavi verticali fino alla profondità di progetto lungo i lati nord, est e ovest dell’area, e riprofilatura della scarpata esistente sul lato sud in corrispondenza della fascia di rispetto degli edifici industriali limitrofi.
- Gestione rifiuti e tracciabilità: scotico selettivo, caratterizzazione e omologa dei materiali scavati per il successivo conferimento off-site, gestione dedicata degli eventuali materiali contenenti amianto (MCA) e tracciabilità completa dei flussi di scavo.
- Mitigazione degli impatti: adozione di misure per il contenimento di polveri, rumore e vibrazioni verso il contesto residenziale circostante, in coordinamento con il Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) predisposto da Edison ReGeA.
- Gestione delle interferenze: salvaguardia e successivo ripristino dei presidi di monitoraggio ambientale presenti in sito (piezometri, sonde soil gas, pozzi e tubazioni del sistema MIPRE), oltre alla realizzazione di indagini geognostiche e geofisiche propedeutiche (tomografie elettriche, MASW, georadar) per escludere la presenza di ordigni bellici inesplosi e mappare gli elementi interrati.
- Il gruppo di lavoro di ACR spa è costituito da: Francesco Santini (Direttore Tecnico di Cantiere, Responsabile AUA TAF SCB); Giulio Santarelli (Program Manager SIN Bussi); Roberto D’Ascanio (Site Manager); Roberto Carchesio (Assistente Site Manager).
ACR REGGIANI ENVIRONMENTAL REMEDIATION
LEGNAGO: RIMOZIONE HOT-SPOT CENERI DI PIRITE
A cura di Davide Rossi
Proseguono i lavori di bonifica per la rimozione degli hot-spot di ceneri di pirite presso il sito ex Pasqualini di Legnago (VR), appalto aggiudicato ad ACR Reggiani a Dicembre 2022. Le attività sono state sospese ad Ottobre del 2025 per consentire l’intervento del genio militare necessario per mettere in sicurezza l’area di lavoro a seguito del ritrovamento di un ordigno bellico inesploso. I lavori sono ripresi ad inizio del 2026 e attualmente le attività in corso d’opera sono le seguenti:
- Completamento della predisposizione delle nuove baie di stoccaggio rifiuti e successiva rimozione di quelle utilizzate durante la prima fase dei lavori
- Realizzazione progressiva delle palancolature perimetrali attorno ai lotti ancora da bonificare
- Scavo dei lotti fino alla quota di progetto
- Gestione delle baie di stoccaggio provvisorio e caratterizzazione dei materiali di scavo
- Smaltimenti
- Rinterro progressivo degli scavi, con l’utilizzo di materiale certificato, di diversa tipologia in funzione della destinazione futura di ogni singolo lotto (industriale o residenziale).
Dall’inizio lavori ad oggi sono state scavate, accumulate e successivamente smaltite circa 210.000 tonn. di terreni contaminati, sono state aggottate e smaltite 50.000 tonn. di acqua contaminata e sono state fornite circa 230.000 tonn. di terreno certificato per i rinterri. La scelta dei destini di smaltimento è stata fatta dall’ufficio ambiente centrale coordinato da Paolo Pozzetti. Per poter eseguire gli scavi in sicurezza, sono stati infissi ed estratti circa 25.000 mq di palancole. Il completamento delle attività comprese nello scopo del lavoro è previsto per i primi mesi del 2027. Tutte le attività sono seguite e coordinate dal Capo Cantiere Paolo Contini.
ACR REGGIANI SICUREZZA
CULTURA, AMBIENTE, IDENTITA’, VALORI, LEADERSHIP
Qual’è il giusto senso, il vero significato di queste parole? Potremmo rispondere che la cultura è conoscenza, educazione, ideologia, abitudini e folklore legate ad un particolare luogo. Termini appropriati ma se vogliamo chiarire esattamente cosa sia la dobbiamo definire come “il modo di fare le cose qui”.
Se applichiamo questo concetto al mondo del lavoro e al tema degli infortuni ci accorgiamo immediatamente che la cultura può essere “killer” se l’ambiente è “tossico” e allo stesso tempo “arma decisiva” della prevenzione, pilastro della sicurezza e quercia secolare che rende l’ambiente un riparo benevolo e sicuro. Ambiente, altro termine sui cui riflettere: è provato scientificamente che se in un luogo di lavoro 99 persone indossano l’elmetto anch’io, nuovo assunto, mi allineerò a tale comportamento, al contrario, se 99 persone non indossano i DPI, sarò trascinato verso questo baratro culturale.
Se per ambiente intendiamo sia il contesto fisico, sia la mentalità dominante delle persone che lo occupano, è chiaro che le vie percorribili siano diverse e che non dipenda solo dalla nostra identità e dai nostri valori decidere da che parte stare. Cultura e ambiente in cui sono immerso possono giocare a sfavore ma la combinazione diventa esplosiva quando la percezione che ho di me stesso (identità) e i miei principi guida (valori) si allineano a questi fattori pericolosi. Il comportamento individuale infatti è ancora oggi causa della maggior parte degli infortuni.
Dobbiamo guardarci allo specchio e decidere se alimentare la macchina degli infortuni o se abbiamo il coraggio di fermarci, alzare la mano e mettere in campo i nostri valori personali più nobili (valori intrinseci) a favore della sicurezza e della prevenzione per contribuire ad un cambio culturale imprescindibile. Rimanere coerenti ai propri valori mettendoli a disposizione della prevenzione e della sicurezza significa essere Leader in HSE, è questa la missione che ACR, a partire dal Top management, abbraccia totalmente per portare le persone a questo livello. La ricompensa sarà tangibile, ci migliorerà profondamente come persone e ci darà un valore nuovo di cura e attenzione per noi stessi e per gli altri, sia al lavoro sia con le nostre famiglie.
ACR REGGIANI PLANTS
SOIL WASHING: NUOVO IMPIANTO IN AZIONE
Tra Settembre 2025 e Agosto 2026 ACR Reggiani ha costruito e attivato il nuovo impianto di trattamento “Rifiuti Non Pericolosi”: il Soil Washing (lavaggio terre). L’obiettivo è un processo di recupero che fa cessare la caratteristica di rifiuto, rappresentato da terreni e materiali originati da operazioni di scavo, demolizione e bonifica di siti contaminati, comunque non pericolosi, seguendo la normativa EoW (End of Waste).
Nello specifico, attraverso trattamenti chimico fisici e meccanici, si attua un procedimento di decontaminazione e separazione in base alle frazioni granulometriche, producendo tre MPS (materie prime secondarie): sabbie, ghiaino e ghiaia, destinate al mercato degli inerti. L’autorizzazione prevede di poter trattare fino a 45.000 ton/anno, con una portata di trattamento nominale di 40 ton/ora, permettendo di trattare anche alcuni flussi che attualmente vengono gestiti avvalendosi di impianti terzi. Per l’esercizio è previsto un organico di quattro dipendenti tra operatori e ufficio pesa/accettazione. Il progetto è stato possibile riqualificando l’impianto mobile presente a Chioggia (VE) che, dopo essere stato smontato e avergli apportato le opportune modifiche per adattarlo alle esigenze di trattamento, è stato installato presso il capannone 15BIS della sede centrale di Mirandola, il tutto senza consumare nuovo suolo ma riutilizzando al meglio gli spazi esistenti. L’impianto è in fase di collaudo e si prevede l’entrata in regime entro il mese di Ottobre.
ACR REGGIANI ENVIRONMENTAL REMEDIATION
VERCURAGO: BOMBA ECOLOGICA DISINNESCATA
A cura di Stefano Castelli
Su “quel ramo del lago di Como” nei primi del ‘900 fu completata la costruzione dello stabilimento Pirelli che produceva prodotti chimici per la vulcanizzazione della gomma utilizzando sostanze chimiche e amianto. Oggi su quelle rive si trova uno dei cantieri operativi di ACR, impegnata nell’esecuzione del piano di bonifica del sito, intervento finanziato con i fondi della Regione Lombardia e del PNRR essendo il sito stesso dichiarato “orfano”.
All’inizio dei lavori l’area, definita dalla stampa locale una “bomba ecologica innescata”, si trovava in condizioni di forte degrado essendo abbandonata da molti decenni. Dall’autunno del 2025 ad oggi sono state completate le attività di rimozione dei rifiuti, degli “hot spot” e dei materiali contenenti amianto. Ciò ha permesso al nostro committente di sbloccare i fondi del PNRR vincolati al raggiungimento di una certa percentuale dell’avanzamento lavori.
Le attività proseguiranno con la demolizione degli edifici e della ciminiera e con l’impermeabilizzazione dei circa 55.000 metri quadri del sito. Attualmente è in corso la demolizione dei fabbricati propedeutica alla successiva fase di capping. Tale demolizione viene realizzata utilizzando il nostro Volvo 380 che, affidato alla professionalità di Francesco Triulcio con l’assistenza a terra di Viorel Cotofana, lavora sia con il braccio normale che con il braccio lungo alternando opportunamente le varie attrezzature, rigorosamente Mantovanibenne, che possono essere montate.
È già stato completato circa il 75% delle demolizioni che avvengono, come uso in ACR, operando in maniera selettiva separando accuratamente le varie tipologie di materiale da costruzione presente. Dati gli anni di edificazione del sito è facile comprendere che molte strutture di sostegno delle coperture sono costituite da elementi portanti in legno. Per la tutela della salute delle persone che abitano intorno al sito il progetto di bonifica prevede, anche durante le fasi di demolizione, il campionamento giornaliero dell’aria, con successiva lettura in SEM, per la determinazione della concentrazione di fibre di amianto. Dall’inizio delle attività ad oggi non sono mai stati riscontrati valori sopra soglia o anomali.
Tutte le attività sono coordinate dal capocantiere ACR Maurizio Giacchi sempre presente e attento ai vari aspetti presenti in un intervento complesso in un sito delicato.
GRUPPO HERA: COMPLETATI I LAVORI DEL PNRR NEI SERVIZI AMBIENTALI
Completati in Emilia Romagna 34 progetti legati ai servizi ambientali, investiti 23 milioni di euro finanziati nell’ambito del PNRR Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 1 “Economia circolare e agricoltura sostenibile”. Il Gruppo ha realizzato una serie di attività finalizzate alla valorizzazione dei rifiuti urbani, all’innovazione dei servizi ambientali e al potenziamento delle infrastrutture a servizio dei cittadini, imprese e amministrazioni locali. In particolare la creazione e l’ammodernamento di centri di raccolta, isole ecologiche interrate, cassonetti intelligenti (“smarty”) e casette informatizzate, oltre al potenziamento delle piattaforme digitali per il monitoraggio dei dati. Tutti i progetti hanno rispettato il principio europeo DNSH (Non arrecare danno significativo all’ambiente) integrando soluzioni per l’efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi. I 15,8 milioni provenienti dai fondi europei erogati dal Ministero dell’Ambiente tramite ATERSIR hanno garantito che le tariffe, per gli utenti, non aumenteranno.




